Parigi-Roubaix 2026, Tadej Pogačar: “Quando sono rientrato ero già un po’ cotto e ho capito presto che contro Wout van Aert sarebbe stata missione impossibile”

Tadej Pogačar deve inchinarsi a più forte alla Parigi – Roubaix 2026. Sfortunato, come praticamente tutti oggi, il campione del mondo non riesce a piegare Wout Van Aert  (Visma|Lease a Bike) sul pavé, finendo così per essere domato in volata dal possente belga, che corona il sogno di una vita a spese dell’ingresso nella leggenda dello sloveno. Costretti entrambi a inseguire in alcuni momenti chiave, i due si sono poi involati nel finale facendo la differenza nei 50 chilometri finali per poi resistere al ritorno di tutti e giocarsi la vittoria in volata nel velodromo più ambito.

“Molti hanno avuto problemi oggi – commenta il campione del mondo dopo l’arrivo, senza cercare scuse – Io ho subìto tre forature e ho dovuto cambiare tre volte la bici. Non erano le conduzioni ideali, ma ho avuto una squadra fortissima per riportarmi sotto prima di Arenberg. A quel punto però ero già un po’ cotto“.

Malgrado sia riuscito comunque a fare la differenza, seguendo le azioni di Van Aert, provando poi a staccarlo, ha ben presto capito che il belga non si sarebbe staccato. “Quando siamo rimasti con Wout non stavo poi così bene per provare a staccarlo sul pavé e ho rapidamente capito che per me era una missione impossibile. Ho provato a dare del mio meglio in volata, ma lui è un corridore che ha vinto sugli Champs Elysees…”

Nessun rimpianto su come sono andate le cose: “Quando per la prima volta ha attaccato pensavo che forse potevo rilanciare, ma è stato furbissimo dopo. Abbiamo collaborato, ma sul pavé dopo che ha attaccato lui non c’è stato modo. Sul Carrefour il vento era contrario e non era possibile fare la differenza. A quel punto sapevo che al 99% era persa. In volata non puoi mai sapere, ma quando è partito lo sprint ho visto che le mie gambe erano spaghetti“.

L’appuntamento con il successo è dunque rimandato: “Non posso dire che non tornerò. Fino a due settimane fa pensavo fosse la Milano-Sanremo, ma ora questa sembra la classica più dura da vincere per me. Tuttavia, è solo la mia seconda volta qui, vedremo con il tempo”.

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